Il 19 e 20 Maggio di ogni anno si festeggia il Santo Patrono, San Bernardino da Siena.
La devozione dei vinchiaturesi per il Santo è stata sempre molto sentita da quando la sua statua fu ritrovata integra sotto le macerie del disastroso terremoto del 26 luglio 1805: la tradizione vuole che una giovane donna, miracolosamente rimasta indenne dal crollo della sua casa, abbia raccontato di aver sognato San Bernardino che le manifestava la volontà di essere venerato con più ardore quale protettore di Vinchiaturo.
La conferma fu poi data dal ritrovamento della statua del Santo, per metà fuori dalle macerie, nell'atto di benedire il paese. Da allora la devozione per San Berardino ha unito tutti i vinchiaturesi, che in ogni parte del mondo, con fede celebrano la sua festa.
Bernardino degli Albizeschi nacque a Massa Marittima l'8 settembre del 1380 e ben presto rimase orfano dei genitori, motivo per il quale fu allevato con amore della zia Bartolomea.
Quando nel 1400, a Siena dilagò la peste, Bernardino entrò nella Confraternita della Madonna e dedicò tutto se stesso alla cura dei malati. Dopo la peste si prese cura della zia, ormai costretta a letto e, dopo la sua morte, digiunò e pregò, per conoscere il Volere Divino, riguardo al suo futuro.
Fu allora che dinanzi al Crocifisso, comprese che la sua strada era quella della dedicazione totale al Signore: distribuito il suo patrimonio in beneficenza indossò il saio dei Frati Minori l'otto settembre del 1402. Fu ordinato nello stesso giorno del 1404 e per i successivi 12 anni visse in solitudine, predicando occasionalmente.
L'otto settembre del 1417 andò a Milano per predicare il suo primo sermone da missionario. La sua eloquenza ben presto attirò grandi folle. Viaggiò a piedi per tutta l'Italia e predicò in ogni città e villaggio in cui entrò. Tutti si contendevano l'onore di ascoltarlo.
È a san Bernardino che si deve il culto del Sacro Nome di Gesù: durante i suoi sermoni mostrava sempre una targa di legno con inscritto il trigramma "JHS" Gesù Salvatore dell'Uomo.
Bernardino oltre che grande predicatore viene ricordato anche perché instancabile pacificatore: la sua parola d'ordine era "Pace".
La fama che Frà Bernardino ben presto ebbe, fu motivo di invidia per molti e i cartelli che aveva usato per promuovere la devozione del Nome di Gesù, furono le basi per abili attacchi contro di lui. Fu infatti accusato di eresia, per aver introdotto una pratica religiosa nuova e profana che avrebbe portato i fedeli all'idolatria.
Fu per questo che nel 1427 Papa Martino V gli vietò di usare i suoi cartelli fino al processo, che si svolse a San Pietro e in occasione del quale Bernardino fu difeso da Giovanni da Capestrano, insigne giurista, governatore di Perugia ed anche lui francescano e futuro Santo. Prosciolto da ogni accusa, il Papa lo pregò di predicare a Roma e gli offrì la Cattedra Vescovile di Siena che Bernardino però rifiutò non volendo rinunciare alla sua vocazione di missionario.
Nel 1430 l'Apostolo del Santo Nome divenne "Vicario Generale" dei Frati della stretta Osservanza. Riformò la Regola e coinvolse i frati come predicatori e maestri. In tale periodo il numero dei Frati crebbe da 300 ad oltre 4000. Nel 1442 si dimise dalla sua carica per riprendere il suo ultimo viaggio da missionario nel 1444, quando, secondo la tradizione, passando per Vinchiaturo predicò al popolo.
Bernardino morì nella città de L'Aquila, in odore di santità -giacendo sulla nuda terra- la Vigilia dell'Ascensione, il 20 Maggio del 1444. Molti furono i miracoli che avvennero vicino alla sua tomba e dopo solo sei anni dalla morte, Papa Niccolò V lo elevò agli onori dell'Altare.
San Bernardino da Siena fu il più grande predicatore del XV° secolo e nel 1956 l'Apostolo d'Italia, come spesso viene chiamato, fu nominato da Pio XII patrono della pubblicità e degli inserzionisti per la sua abilità nel rendere chiara la fede cattolica ai suoi ascoltatori mediante l'uso di un linguaggio schietto, popolare e semplice.

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